All’incirca una quindicina di anni fa, partendo dalla constatazione che la maggioranza dei bambini americani alla domanda “quante zampe ha un pollo?” rispondeva “otto” perché otto erano le cosce che trovavano nel pacchetto al supermercato, e che due bambini tedeschi su tre erano convinti che il colore delle mucche fosse “lilla”, è sorta spontanea una considerazione: la necessità di ripristinare un contatto diretto tra il produttore che lavora sul territorio e il consumatore.

E’ proprio questo è lo spirito che ha portato alla fioritura delle fattorie didattiche, che si propongono come un laboratorio empirico in cui gli agricoltori che vestono il ruolo dei docenti trasmettono le proprie conoscenze e instillano negli studenti il concetto del valore del lavoro e del rispetto della terra.

Qui si coglie l’essenza dell’agricoltura e si capisce l’esigenza di instaurare un rapporto di rispetto con l’ambiente e la necessità di perseguire uno sviluppo che sia compatibile con la natura e non ne comprometta gli equilibri

La fattoria didattica è uno scrigno che preserva i valori reali della nostra terra e della nostra cultura consente di tramandare il nostro patrimonio genetico e ci offre la possibilità di toccare con mano il mondo rurale.